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Punture da parassiti dei tarli sull’uomo:
come curare e prevenire le dermatiti da tarli del legno

punture da acaro del tarlo sulla pelle

Legno, tarli e dermatiti allergiche sono elementi strettamente correlati tra di loro.

Ma sono veramente i tarli del legno a causare le dermatiti allergiche nell’uomo?

Può capitare, purtroppo, soprattutto in estate, di ritrovarsi con punture pruriginose di insetti sulla pelle. Individuarne la causa non è semplice, perché si tratta di un periodo stagionale in cui si lasciano le finestre aperte, da cui posso entrare gli insetti più svariati, o si frequentano ambienti all’aperto.

La maggior parte delle volte, infatti, si tende a ricondurre la responsabilità di quelle punture alle zanzare tigre, ormai molto diffuse nel nostro paese, ignorando, però, che il reale problema sia già presente in casa e non proviene dall’esterno. Un tale accanimento, infatti, non può essere provocato da una zanzara tigre arrivata occasionalmente.

Allora di cosa stiamo parlando?

Parliamo di punture e morsi da acaro del tarlo del legno.

Infatti, queste dermatiti, chiamate nello specifico “dermatiti da tarlo”, sono sviluppate da coloro che hanno sostato o abitano in luoghi in cui sono presenti mobili antichi o travi in legno, fortemente infestati da tarli Anobidi.


Ma allora i tarli del legno pungono l’uomo?

fori, rosume e carcasse di tarli Anobidi

I tarli del legno non pungono assolutamente l’uomo: non presentano, infatti, aculei o apparato boccale in grado di pungere o mordere.

Sono, tuttavia, la causa indiretta delle punture sulla pelle.

Un’estesa infestazione da tarlo Anobide, soprattutto Anobium punctatum e Oligomerus ptilinoides, è causa di sviluppo di parassiti, che si nutrono delle larve dei tarli stessi.

Parliamo, in particolar modo, di due acari del tarlo molto diffusi: Pyemotes ventricosus e Scleroderma domesticum.


Quali sono i sintomi della dermatite da tarlo?

Generalmente, insorge in maniera più violenta nel periodo primaverile-estivo, anche se sono molti i casi di segnalazione già a partire da febbraio fino ad ottobre inoltrato, a causa del riscaldamento degli ambienti.

Si sviluppa con una reazione allergica pruriginosa, fastidiosa e persistente, prevalentemente sulle parti coperte del corpo: pancia, torace, spalle, schiena, braccia e gambe, e si manifesta a distanza di alcune ore (anche 12-24 ore) dal momento in cui sono avvenute le punture vere e proprie.

Nei casi in cui una stessa persona presenti un numero elevato di punture, in aggiunta alla dermatite, possono insorgere altri sintomi come malessere generale, febbre, mal di testa, diarrea e vomito.

L’inalazione involontaria delle carcasse degli acari, che può avvenire attraverso la polvere, può essere causa di insorgenza di allergie gravi come asma, rinite cronica e starnuti.


Come riconoscere le punture da acaro del tarlo del legno?

punture da acaro del tarlo

Riconoscere se si è stati punti dagli acari del tarlo non è facile, perché, come già anticipato, i sintomi non si manifestano immediatamente, ma possono insorgere dopo diverse ore dall’attacco avvenuto. Anche per questo motivo, non è semplice individuare il luogo in cui è avvenuto l’attacco.

Si tratta di bolle rosse, nello specifico di lesioni cutanee a strofulo, ovvero ponfi, con una microvescichetta centrale gonfia e biancastra, circondata da un alone rosso, che provocano un eritema pruriginoso e si evolvono in crosticine, dovute ai grattamenti.

L’acaro tende ad attaccare una stessa zona ripetutamente, provocando punture ravvicinate e numerose, associate ad intenso prurito.

Si può addirittura arrivare a contare centinaia di punture su uno stesso individuo.

Distinguere le punture del Pyemotes ventricosus da quelle dello Scleroderma domesticum non è immediato, perché appaiono pressoché con lo stesso aspetto. Tuttavia, le punture del Pyemotes si presentano piccole e ravvicinate, come una strisciata rossastra, presenti anche su arti, collo e viso. Mentre le punture da Scleroderma appaiono più grandi e distribuite per lo più su tronco e bacino.


Le punture degli acari del legno sono dolorose?

Non ci si accorge immediatamente di aver subìto un’aggressione da acari del legno, proprio perché, nel caso del Pyemotes ventricosus, il parassita è invisibile ad occhio umano e le punture non sono dolorose e si manifestano e provocano prurito intenso solo dopo diverse ore.

Al contrario, se il parassita responsabile della dermatite è lo Scleroderma domesticum, questo provoca una puntura molto dolorosa al momento dell’attacco.


Perché i parassiti dei tarli pungono l’uomo?

Nei luoghi in cui c’è una diffusa infestazione da tarli Anobidi, si sviluppano i parassiti delle larve dei tarli, che vivono, a loro spese, nei mobili e nelle travi infestate.

Quando i parassiti si riproducono, sono in grado di generare anche fino a 400 nuovi esemplari della propria specie, che si riversano nelle gallerie, fino a fuoriuscire dai fori di sfarfallamento praticati dai tarli.

Questo è il momento in cui avviene l’attacco all’uomo.

Se parliamo di mobili infestati, per esempio, è sufficiente poggiarsi inavvertitamente ai manufatti o sedersi o riposarsi su una sedia, una poltrona, un divano o un letto invasi dai tarli, per venire a contatto con i parassiti ed essere punti.

Oppure, può essere sufficiente indossare indumenti e biancheria precedentemente riposti in una cassettiera tarlata, per ritrovarsi pieni di punture su torace e gambe. In questi casi, gli acari, imprigionati negli indumenti, sferrano ripetutamente e violentemente il loro attacco sulle zone di pelle con cui vengono a contatto. Questa è la causa per cui spesso sono proprio le parti coperte del corpo ad essere prevalentemente colpite.


Come curare le punture da acari dei tarli: ecco i rimedi corretti

Per curare la dermatite da acaro del tarlo è necessario intervenire, percorrendo una doppia strada parallelamente.

Per prima cosa, è necessario rivolgersi al proprio medico o dermatologo di fiducia per iniziare la corretta terapia.

Generalmente, identificata la causa dei ponfi presenti, si procede alla somministrazione di una terapia a base di antistaminici o cortisone.

Tuttavia, se non si elimina la causa scatenante della dermatite, la terapia non potrà sortire i suoi effetti.

Non avrebbe senso, infatti, seguire una cura e continuare a permanere in un ambiente in cui sono presenti i parassiti dei tarli, che continuerebbero a pungere l’uomo.

Di concerto, è, dunque, necessario controllare ed ispezionare approfonditamente travi, mobili ed eventuali ceppaie in legno introdotte in casa, ed individuare quali sono i manufatti infestati dai tarli.

A questo punto, è indispensabile eliminare i tarli definitivamente.

Eliminati i tarli, infatti, vengono meno le condizioni che favoriscono lo sviluppo dei parassiti.

Per far ciò, sarà necessario rivolgersi a un esperto per sottoporre i manufatti tarlati a trattamento antitarlo definitivo e garantito.

I semplici insetticidi o prodotti purtroppo non sono la cura corretta per il legno, perché non sono in grado di eliminare le uova o di raggiungere tutte le larve dei tarli.

Soprattutto in questi casi, è necessario un intervento radicale, come ad esempio la disinfestazione Microonde PROtection per i mobili.

Inoltre, mentre i mobili sono presso l’azienda per il trattamento antitarlo radicale, è consigliabile effettuare una disinfestazione ambientale antiacaro, per eliminare eventuali residui di acari rimasti in casa.

Al termine del trattamento antitarlo, si suggerisce di procedere alla chiusura dei fori di sfarfallamento, presenti sulle superfici del legno, per avere la certezza di non aver lasciato pertugi aperti e adatti per lo stazionamento di eventuali altri parassiti invisibili o per la deposizione delle uova.

guida su come eliminare le dermatiti da tarli del legno

Il problema delle dermatiti da acaro del tarlo è molto serio. Non ci si può improvvisare nella risoluzione, perché si rischia di peggiorare la situazione, ma è necessario seguire le corrette procedure per lasciarsi alle spalle tale incubo.


Come prevenire le punture da acari del legno?

Una volta che gli acari del tarlo si sono sviluppati non è possibile evitare di essere punti, ma bisogna intervenire con le procedure su indicate.

Tuttavia, se i parassiti non si sono ancora sviluppati, un modo per prevenire le punture c’è: disinfestare radicalmente i mobili o le travi dai tarli, per tempo.

Un’infestazione da tarli in corso, è, infatti, destinata a crescere nel tempo, perché i tarli si riproducono esponenzialmente.

Prima che l’infestazione diventi così incontrollata e diffusa da generare i parassiti, è fondamentale interrompere immediatamente lo sviluppo dei tarli con trattamenti antitarlo idonei e assicurarsi di vivere in un ambiente sano e bonificato.


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