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Tarme del legno? No! Tarli del legno o tarme dei tessuti.
Due insetti diversi: come distinguerli

Abbiamo spesso sentito parlare di tarme del legno: molti clienti, infatti, ci contattano, denunciando la presenza di tarme del legno in casa.

C’è solo un problema: le tarme del legno non esistono.

Esistono i tarli del legno o le tarme dei tessuti.

Per risolvere il problema, è quindi necessario comprendere di quale dei due insetti stiamo parlando e se ad essere attaccati siano stati manufatti in legno o indumenti e tappeti.

Molto spesso, però, tarli e tarme, pur essendo profondamente diversi tra di loro, vengono erroneamente confusi.

Ciò accade perché sia i tarli che le tarme hanno un’abitudine in comune: rosicchiare, bucherellare, rodere manufatti e oggetti per nutrirsi e svilupparsi, provocando danni.

Tuttavia, si nutrono di materiali completamente diversi tra loro:

Infatti, tarli e tarme appartengono a due ordini di insetti differenti: i tarli sono coleotteri, le tarme sono lepidotteri.

guida per distinguere tarli del legno e tarme dei tessuti

Tarli del legno

I tarli sono coleotteri, il cui adulto presenta un corpo rigido di colore scuro. È la forma biologica che causa meno danni: infatti, il suo unico scopo è quello di riprodursi, e, per la femmina, di deporre le uova.

Causa maggiore dei danni è rappresentata dalle larve, che presentano un corpo biancastro e molle, e si nutrono del legno.

Una volta sviluppate, si trasformano in pupa e poi in adulto, per sfarfallare dal legno, praticando i tipici fori sulle superfici.

I tarli del legno si nutrono di cellulosa, lignina e amido, provocando seri danni strutturali ed estetici su mobili, travi e capriate costituenti tetti e mansarde, e opere d’arte lignee.

Quando troviamo dei fori sulle superfici del legno, significa che il ciclo biologico del tarlo è terminato, i danni all’interno del manufatto sono già stati provocati, con la realizzazione di lunghe gallerie, e sono state già depositate le uova per dare inizio ad una nuova generazione di tarli, aumentandone lo sviluppo esponenzialmente nel tempo.

Le più diffuse famiglie di tarli in cui possiamo imbatterci sono: gli anobidi, i cerambicidi e i lictidi.

Eliminarli non è semplice, infatti, è necessario conoscere a fondo le loro abitudini e ricorrere a sistemi qualificati, professionali, riconosciuti e garantiti, che assicurino l’eliminazione di tutte le forme vitali dei tarli, uova comprese.


Tarme dei tessuti

Tarma dei tessuti

A differenza dei tarli, le tarme sono, invece, lepidotteri, appartenenti alla famiglia dei Tineidi, ovvero delle piccole farfalle.

Gli adulti hanno dimensioni ridotte e un colore tendente al grigio. Le ali sono allungate e arrotondate all’estremità.

Le tarme si nutrono prevalentemente di tessuti, accessori realizzati con materiali animali (pelli, lane, piume) e indumenti. Pertanto, possono attaccare materassi, cuscini, pellicce, tappeti, pelli, spazzole, pennelli, stoffe, collezioni di insetti e indumenti di lana.

Tuttavia, è possibile rinvenirli anche su alimenti di origine vegetale, come frutta secca o essiccata e su prodotti in stagionatura.


Come si sviluppano le tarme dei tessuti e quali danni provocano

Danni da tarma dei tessuti

Le uova vengono depositate dall’adulto, direttamente sul substrato alimentare. Dopo 10 giorni circa, si sviluppano le larvette, che si nutrono delle stoffe per circa 2-3 mesi, fino a raggiungere l’età adulta.

Le larve sono le responsabili dei danni maggiori. Realizzano, infatti, fori più o meno irregolari sui materiali di cui si nutrono: indumenti, arazzi, tappeti, ecc.

Possono svilupparsi due o più generazioni di tarme in un anno. Negli ambienti riscaldati, è possibile rinvenire tarme adulte e larve durante tutto l’arco dell’anno.

Per prevenire la diffusione e lo sviluppo delle tarme dei tessuti, è indispensabile non tralasciare le semplici norme di pulizia di ambienti, indumenti e tappeti.


Quali sono le tarme dei tessuti più diffuse?


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