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Parassiti dei tarli e punture sull’uomo | Scleroderma domesticum

Scleroderma domesticum

Lo Scleroderma domesticum è un insetto appartenente all’ordine degli Imenotteri e nello specifico alla famiglia dei Betilidi.

È un parassita delle larve dei tarli Anobidi, in particolare tende ad attaccare il comune tarlo del legno Anobium punctatum, l’Oligomerus ptilinoides, il Lasioderma serricorne e lo Stegobium paniceum.

Pertanto, è facile la sua diffusione proprio quando sono presenti mobili o travi tarlate.

Ha un aspetto simile ad una formica stretta e allungata, di colore nero e lunga circa 3-4 mm. A differenza del Pyemotes ventricosus, è, dunque, visibile all’occhio umano.

Il maschio si distingue dalla femmina, perché, a differenza di quest’ultima, ha le ali ed è un po’ più piccolo.

La femmina dello Scleroderma si introduce nei mobili o nelle travi tarlate, attraverso le gallerie scavate dai tarli e raggiungono le larve di questi ultimi, che si sviluppano all’interno dei manufatti in legno. Qui, lo Scleroderma punge la larva e la paralizza, iniettandole del veleno, con un pungiglione (aculeo) posto all’estremità dell’addome. Con la mandibola, produce una ferita sulle larve del tarlo, che le serve per introdurre fino a 50 uova, che schiuderanno dopo pochi giorni.

In questo modo, le larve appena nate, troveranno già cibo a disposizione nella larva paralizzata.

La riproduzione avviene in maniera rapida ed esponenziale, per cui le femmine adulte inizieranno ad invadere l’ambiente, alla ricerca di fori di tarli per depositare le uova.

Sarà, dunque, possibile ritrovarne esemplari anche su pareti, lenzuola, stoffe, tende, per raggiungere le parti legnose più vicine.

Questa è la fase in cui può avvenire il contatto con l’uomo e pungerlo.

Lo Scleroderma, infatti, annidandosi anche nelle imbottiture di sedie, divani, poltrone e letti, può pungere l’uomo, mentre riposa o se si avvicina ad un mobile tarlato, iniettando il suo veleno.

Dermatite da Scleroderma domesticum

In questo caso le punture sono molto dolorose, quindi, l’uomo si accorge subito di aver subito un aggressione da un insetto, e si evolve la tipica dermatite da tarlo, con lo sviluppo dei ponfi. Questi si manifestano con papule rossastre pruriginose, diffuse soprattutto nelle aree coperte del corpo, come pancia, torace, spalle, schiena, braccia e gambe.

Col passare del tempo, può instaurarsi un naturale equilibrio di pacifica sopravvivenza tra Anobidi e Scleroderma, all’interno del legno, a discapito degli uomini che abitano in quel luogo.

È possibile rinvenire dermatiti allergiche, causate da Scleroderma domesticum, nel periodo che va da maggio a luglio.

Per risolvere il problema delle punture da acari dei tarli, l’unica soluzione è eliminare i tarli stessi, in modo tale da rimuovere le condizioni idonee allo sviluppo dei parassiti.

In questo caso, purtroppo, le terapie mediche, da sole, non sono sufficienti, se in contemporanea, non viene eliminata la causa della dermatite.


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