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I tarli Anobidi meno diffusi

I tarli Anobidi sono una delle famiglie più numerose dei tarli: presentano, infatti, al loro interno, molte specie.

In linea generale, i tarli Anobidi più diffusi, che attaccano mobili in legno e travi, sono prevalentemente l'Anobium punctatum, conosciuto come "tarlo dei mobili", e lo Xestobium rufovillosum, conosciuto come "grande tarlo" o "orologio della morte".

Tuttavia, ci sono numerosi altri tarli Anobidi, che, seppur in maniera meno frequente, possono comunque attaccare il legno delle nostre case.

Di seguito, ne riportiamo una breve carrellata.


Oligomerus ptilinoides Woll.

Oligomerus ptilinoides

L’Oligomerus ptilinoides è un tarlo del legno appartenente alla famiglia degli Anobidi.

L’adulto ha un corpo bruno scuro cilindrico, ricoperto da una fine peluria, e una lunghezza che va da 4 a 6 mm.

Quando sfarfalla, pratica dei fori circolari, con un diametro di circa 3 mm, e bordi lisci.

La femmina adulta, dopo l’accoppiamento, depone le uova, a mucchietti di 30, che si presentano con forma ovale e una lunghezza di 0,9 mm.

Le larve del tarlo, ottenute dalla schiusa delle uova, sono bianche e si sviluppano tra gli 8 e i 36 mesi.

Ogni generazione, in condizioni ottimali, impiega circa 1 anno per completare il proprio ciclo biologico. Se le condizioni ambientali sono sfavorevoli al suo sviluppo, può impiegare 2/3 anni.

L’Oligomerus ptilinoides predilige infestare legno di latifoglie (noce, faggio, rovere, ecc.), presenti in ambienti riscaldati, come appartamenti, musei, biblioteche.

Si nutre prevalentemente di legno antico e lavorato, travi dei sottotetti, libri, pelli, ecc.

È uno dei tarli Anobidi più pericolosi, perché la sua presenza non si rende facilmente evidente, soprattutto nei manufatti stuccati o che hanno subito un particolare trattamento esterno con strati di vernici.

L’infestazione viene conclamata, quando si assiste alla formazione di rosume, che si ammucchia sulle superfici sottostanti (generalmente nei mesi di luglio e agosto).


Ptilinus pectinicornis Linnaeus

Ptilinus pecticornis

Il tarlo Anobide Ptilinus pectinicornis, nella fase adulta, si presenta con un corpo bruno scuro, cilindrico e arrotondato all’estremità, con una lunghezza di circa 4-5 mm. Le ali anteriori e il dorso del torace sono rivestiti da una finissima peluria giallastra.

Si caratterizza per l’aspetto particolare delle sue antenne: simili a pettini con denti lunghi nei maschi e con denti di sega nelle femmine.

L’adulto sfarfalla all’inizio di giugno, attraverso fori di 1,5 mm di diametro, da esso stesso praticati, e depone le uova, da cui si schiudono le larve, che iniziano un nuovo attacco infestante nel legno.

Scavano delle gallerie prevalentemente superficiali, con un diametro molto ridotto. La loro presenza, infatti, è riscontrata soprattutto nell’alburno del legno, per un periodo che va da 2 a 3 anni.

Per questo motivo, tende ad arrecare danni estetici e non strutturali.

Predilige legni di latifoglie (faggio, acero, pioppo) e meno frequentemente legni di conifere.

Il rosume prodotto dal tarlo Ptilinus pectinicornis non si presenta agglomerato, come accade per le altre specie di tarli Anobidi, ma viene mantenuto nelle gallerie in forma fine e compatta.


Ernobius mollis Linnaeus

Ernobius mollis

L’Ernobius mollis è un altro tarlo appartenente alla famiglia degli Anobidi.

L’adulto, di colore rosso o marrone, con peli gialli, ha una lunghezza che va da 3,5 a 7 mm.

Gli adulti compaiono tra maggio e agosto, sfarfallando attraverso fori di 2-2,5 mm di diametro.

Terminato l’accoppiamento, depongono dalle 10 alle 60 uova nelle fessure della corteccia del legno.

Attaccano prevalentemente legno stagionato di conifere, provvisto di corteccia.

Le larve del tarlo si nutrono del legno, scavando gallerie nella corteccia e nell’alburno, e producendo rosume, costituito da particelle chiare e scure.

Poiché predilige le parti superficiali, i danni provocati dall’Ernobius mollis non sono strutturali, ma prevalentemente estetici.

Attacca preferibilmente travi parzialmente scortecciate, pergolati, opere rustiche e capannoni contenenti attrezzi in legno.


Anobio del pane o Tarlo dei biscotti - Stegobium paniceum Linnaeus

Tarlo dei biscotti

Lo Stegobium paniceum è un tarlo Anobide, che attacca legni teneri e poco compatti, ma anche e soprattutto sostanze ricche di amido, come cereali, farinacei, pane, biscotti, ecc.

Per questo motivo, è conosciuto come Anobio del pane, dannoso in particolare nell’ambito delle aziende alimentari.

L’adulto ha un corpo di colore bruno rossastro e una lunghezza di circa 1,8-3 mm.

Pratica fori di sfarfallamento con un diametro di 1-1,5 mm e depone, dopo l’accoppiamento, dalle 50 alle 60 uova sferiche, direttamente sui cibi, di cui le larve si dovranno poi nutrire.

Schiuse le uova, le larve, molto resistenti e di colore bianco, iniziano a nutrirsi degli alimenti in cui avviene il loro sviluppo.

Generalmente, il ciclo biologico dell’Anobio del pane, si svolge in circa 3-5 mesi, per cui, in un ambiente riscaldato, può compiere anche 3-4 generazioni in un solo anno.

Predilige ambienti con valori di temperature e umidità elevate e può svilupparsi nelle dispense domestiche, nei magazzini alimentari, in farmacie e biblioteche.


Anobium pertinax Linnaeus e Anobium carpetanus

Anobium pertinax

L’Anobium pertinax, tarlo del legno Anobide, ha una biologia e delle caratteristiche comportamentali molto simili a quelle dell’Anobium punctatum (il tarlo Anobide più diffuso, conosciuto anche come tarlo dei mobili).

L’adulto, di colore bruno-scuro, ha una lunghezza di 4-5 mm circa.

Il dorso del pronoto si distingue da quello dell’Anobium punctatum, per la presenza di un rilievo molto corto, che si divide in 4 bracci, separati da due profonde depressioni, ricoperte esternamente da ciuffi di peli dorati.

La femmina adulta depone circa 10 uova, e predilige attaccare legni di conifere: pino, abete e, in generale, legni teneri.

L’Anobium carpetanus è molto simile all’Anobium pertinax. Differisce da quest’ultimo per l’assenza di peluria dorata ai bordi posteriori del protorace.


Tarlo delle biblioteche - Nicobium castaneum Oliver e Nicobium hirtum

Tarlo delle biblioteche

Il Nicobium castaneum è un tarlo Anobide molto simile, nella biologia, all’Anobium punctatum.

L’adulto, di colore bruno scuro, ha una lunghezza di circa 4-6 mm. Le ali anteriori sono ricoperte da una peluria uniforme.

Fuoriesce dal legno tra maggio e settembre, praticando fori di sfarfallamento di 2-3 mm di diametro.

Dopo l’accoppiamento, depone da 20 a 60 uova molli e tondeggianti.

Predilige l’infestazione di legni teneri, come l’abete, legni umidi e attaccati dai funghi. Può provocare danni molto gravi su legni strutturali, come tetti e soffitti, soprattutto se a contatto con le murature, in quanto scavano gallerie molto fitte e ravvicinate.

Gradisce ambienti umidi e con temperature elevate.

Generalmente, il Nicobium castaneum è conosciuto come “tarlo delle biblioteche”, in quanto è molto comune trovarlo proprio nelle biblioteche, dove si nutre di libri, dorsi di libri (in particolare il cuoio con cui sono rilegati vecchi testi), pergamene e scaffalature lignee.

Molto simile al Nicobium castaneum è il Nicobium hirtum, che differisce dal primo per la presenza di peluria grigiastra sulle elitre.

Attacca prevalentemente legni di latifoglie (faggio, noce, pioppo) e legni di conifere (pino e abete).

Causa danni molto importanti, soprattutto quando l’attacco avviene su carta di testi antichi e storici.

L’analisi del Nicobium hirtum è molto difficile da effettuare, in quanto ha abitudini prevalentemente notturne, e, durante il giorno, tende a rimanere immobile.


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