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Tarlo dei mobili | Anobium punctatum De Geer
(tarlo del legno Anobide)

Come riconoscere l'Anobium punctatum

Tarlo dei mobili

Comunemente conosciuto come “tarlo dei mobili”, l’Anobium punctatum è uno dei tarli più diffusi e dannosi. Il nome non deve trarre in inganno, però, in quanto attacca sia mobili in legno che travi strutturali.

L’adulto, che ha un corpo di colore bruno rossastro, ricoperto da una fitta peluria giallastra, ha una lunghezza che va da 2,5 a 5 mm. Il capo è indistinto e infossato nel torace.

La femmina depone circa 20-40 uova sulle superfici rugose del legno, negli anfratti o in vecchi fori di sfarfallamento.

Le uova hanno dimensioni molto piccole e sono biancastre con forma ovale.

Dopo circa 2 settimane, le uova schiudono e le larve iniziano la loro fase di sviluppo, scavando gallerie con sezione circolare e producendo del rosume granulare fine, mescolato ad escrementi.

Le larve sono bianche, con apparato boccale di colore bruno, rivestite di fini setole e la parte terminale dell’addome rigonfia. Hanno una consistenza molle, con zampe toraciche e mandibole robuste.

Terminata la fase larvale, avviene la metamorfosi in pupa, che dopo 2 settimane si trasforma in adulto.

Quest’ultimo fuoriesce dal legno (prevalentemente tra giugno e agosto), praticando dei fori di sfarfallamento con un diametro di 1-2 mm e il ciclo biologico ricomincia.

Generalmente, il ciclo completo del tarlo dei mobili avviene in 1 o 2 anni. Tuttavia può subire delle accelerazioni o dei rallentamenti, in base alle condizioni ambientali e climatiche, in cui è avvenuto lo sviluppo.

In condizioni particolarmente favorevoli (come abitazioni con riscaldamento artificiale), è possibile assistere allo sviluppo di 2 generazioni in 1 solo anno.


Come si sviluppa l'Anobium punctatum e quali legni attacca

L’Anobium punctatum tende a svilupparsi in ambienti chiusi, con umidità elevata (al di sopra del 50%) e temperature ideali di 22-23 °C. Infatti, ne è molto diffusa la presenza in chiese, musei, sottotetti e magazzini, infestando strutture, come travi e capriate, mobili antichi, oggetti di pregio, statue, dipinti, cornici e libri antichi.

Tuttavia, il suo sviluppo può avvenire anche in ambienti abitati e riscaldati (il cui valore di umidità è minore), e può essere favorito soprattutto dall’introduzione di mobili già infestati.

Attacca indifferentemente legni teneri e molto stagionati di conifere e di latifoglie, talvolta assieme al Nicobium hirtum.

È in grado di nutrirsi sia dell’alburno del legno, che del duramen, compromettendo la stabilità e la robustezza dei manufatti.

Quando è in corso un attacco da insetti xilofagi, spesso i tarli vengono confusi con parti di sporcizia o altro materiale.

Un’attenta analisi dei residui ritrovati e dell’ambiente, consente di scoprire il problema di infestazione per tempo.


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