WikiTarlo
Blog di Italsave Antitarlo

Trattamenti antitarlo fai da te: i rimedi casalinghi

Effettuando ricerche in rete, è molto facile imbattersi nelle “ricette” fai da te più diffuse, che promettono di eliminare i tarli.

Si tratta, per lo più, di metodi casalinghi, i cosiddetti “rimedi della nonna”, che, però, purtroppo, non sempre hanno delle reali fondamenta risolutive.

I metodi antitarlo fai da te trovati sono tra i più disparati, e vanno da quelli che, apparentemente, possono sembrare efficaci a quelli che, con evidenza, non consentono una risoluzione del problema dei tarli.


trattamento antitarlo a pennello

Applicazione di prodotto antitarlo a pennello o con siringa

Sia che si tratti di infestazioni da tarli su tetti con travi e capriate in legno o mobili, il trattamento antitarlo fai da te più diffuso è quello con applicazione di prodotto insetticida.

Generalmente viene suggerita l’applicazione del prodotto antitarlo a pennello, oppure foro per foro, mediante delle siringhe, con successivo avvolgimento del manufatto all’interno di teli in cellophane o pellicole trasparenti.

L’applicazione del prodotto a pennello, purtroppo, non è efficace. Le larve dei tarli, infatti, scavano profonde gallerie nel legno, per cui, considerando che, il prodotto antitarlo non è in grado di penetrare per più di qualche mm, la possibilità di raggiungere la larva ha una percentuale molto molto bassa.

Trattamento antitarlo con siringhe

Per questo motivo, molti suggeriscono di applicare il prodotto, mediante siringhe, foro per foro, pensando di colpire i tarli più facilmente e di arrivare più in profondità. In realtà, anche questo concetto non è corretto, semplicemente perché i fori dei tarli, che vediamo, sono fori di uscita dell’insetto (che, divenuto ormai adulto, ha sfarfallato, depositando nuove uova altrove), e non è detto che le altre larve, ancora presenti, abbiano raggiunto la parte più superficiale. Siamo in una condizione probabilistica, con tempi molto lunghi di applicazione del prodotto, in cui la riuscita non è certa, e, sicuramente, necessita di più e più applicazioni per aumentare la percentuale di possibilità di riuscita, senza mai raggiungere il 100%.

Se poi si considerano casi di mobili o travi verniciate, si può comprendere come le possibilità di assorbimento del prodotto siano ancora inferiori. Inoltre, il prodotto antitarlo non è in grado di abbattere le uova, per cui una nuova generazione di tarli ha già iniziato un nuovo ciclo vitale.


Assorbimento del prodotto antitarlo con l’effetto “camera a gas”

Superata questa fase, generalmente, si consiglia di avvolgere il manufatto ligneo all’interno di teli in cellophane, per alcuni giorni o settimane, affermando che, in questo modo, il prodotto antitarlo sarà assorbito maggiormente, ottenendo il cosiddetto effetto “camera a gas”.

In realtà, questa fase serve solo a trattenere di più il cattivo odore del prodotto insetticida, che continuerà ad essere rilasciato per molto tempo, dopo la riapertura del telo.

Questa tecnica risulta, quindi, inutile, perché non colpisce le larve (troppo in profondità), e non elimina le uova (troppo dure e impenetrabili per tali prodotti).

Questo metodo antitarlo fai da te è stato portato avanti nel tempo, sulla falsariga dei metodi artigianali, che prevedevano l'uso di prodotti molto più potenti, ma tossici. Oggi la normativa vieta l’uso di questi prodotti, per cui, gli unici prodotti antitarlo ammessi, a base di permetrina, non sono in grado di assolvere la funzione di disinfestazione totale dei tarli, ma solo di manutenzione e protezione da attacchi esterni, da applicare certamente non foro per foro.


Altri metodi antitarlo fai da te

A questo metodo si aggiungono altre tecniche, con delle varianti. C’è chi suggerisce di inserire il prodotto insetticida buco per buco e riscaldarlo con una candela. C’è chi propone di sostituire il prodotto antitarlo con degli spicchi di aglio da premere contro la superficie lignea, in corrispondenza dei fori, per farne entrare il più possibile all’interno. Altri ancora propongono la sostituzione dell’antitarlo con petrolio, nafta, ammoniaca (da spennellare o da lasciar evaporare da vaschette appositamente riempite), alcool, non considerando che si tratta di sostanze, che possono rovinare il legno irrimediabilmente, oltre a diffondere nell’aria elementi altamente tossici, che respireremo noi stessi.

È chiaro che questi metodi non siano neanche da prendere in considerazione.

Molti altri, invece, sostengono che la semplice chiusura dei fori di sfarfallamento sia sufficiente per rimuovere i tarli, senza l’uso di prodotti chimici, ignorando, come già detto, che si tratta di fori di uscita, per cui i tarli continueranno a crearne di nuovi per continuare a sfarfallare e terminare il loro ciclo biologico.


Conlusioni

Il consiglio più sensato da dare è quello di tralasciare i metodi fai da te, che, come abbiamo visto, non sono risolutivi, ma comportano solo una spesa notevole in termini economici e di tempo, e di rivolgersi a professionisti del settore antitarlo, che conoscendo approfonditamente le abitudini dei tarli, il loro ciclo vitale, le normative e le reazioni dei manufatti lignei, possono suggerire il metodo più sicuro e risolutivo per risolvere il problema dei tarli in maniera idonea e senza compromettere i manufatti.


Se hai problemi di tarli, puoi contattarci per eliminarli definitivamente.


Categorie

Risolvi il problema dei tarli definitivamente

Richiedi un preventivo gratuito