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Lyctus brunneus Stephens
(tarlo del legno Lictide)

Come riconoscere il Lyctus brunneus

Lyctus brunneus

Il Lyctus brunneus è un tarlo di origine tropicale, che si è insediato in maniera considerevole in Europa e in Italia, a seguito dell’importazione di legno tropicale, a partire dal dopoguerra, tanto da divenire la specie di Lictide più diffusa nei nostri paesi.

Il tarlo adulto di Lyctus brunneus ha un colore bruno scuro, che va dal marrone scuro nerastro al marrone rossastro, con un corpo appiattito e lungo circa 4-7 mm.

Possiede antenne rivolte in avanti e le ali hanno un aspetto uniforme di colore chiaro o rossastro.

Pratica dei fori di sfarfallamento circolari nel legno, con un diametro di circa 1-1,8 mm.

Una volta fuoriuscito dal legno, il Lyctus brunneus femmina depone da 50 a 60 uova nei vasi, nelle fessure e nelle screpolature del legno.

La larva di Lyctus brunneus, invece, si presenta bianca e incurvata, con due mandibole in grado di rodere il legno, rendendolo friabile e farinoso, distruggendo il manufatto colpito in maniera irreparabile.

Il suo ciclo biologico ha una durata di 1-2 anni e può subire una repentina accelerazione in ambienti con temperature elevate e condizioni particolarmente favorevoli al suo sviluppo.


Quali legni attacca

Il Lyctus brunneus tende ad attaccare legni tropicali, in particolar modo legni indigeni come quercia, acero, noce, castagno, olmo, salice, ciliegio e frassino; legni africani come obeche, limba e okumè; legni sudamericani come il baboen; e asiatici come lauan e meranti.

Predilige le parti molli del legno, come l’alburno, ricco di amido e molto poroso (caratteristica che favorisce la deposizione delle uova), e con un tasso di umidità del 15%.

Nel caso in cui il duramen sia indifferenziato, attacca tutta la sezione del legno.

Lo sviluppo del Lyctus brunneus in Italia è stato favorito dal riscaldamento invernale delle abitazioni e dalla messa in opera di legnami non lavorati nel rispetto dei capitolati tecnici.

Anche se in forma meno diffusa rispetto agli Anobidi, anche il Lyctus brunneus può favorire lo sviluppo del suo parassita Scleroderma domesticum, capace di pungere l’uomo.

Questo tarlo può attaccare sia legno non in opera, come tavole e travi, sia legno lavorato come mobili o strutture lignee già in posa.

Il legno infestato da Lyctus brunneus presenta lunghe gallerie, piene di rosume friabile, farinoso e fine come talco, riducendo il legno in un pericoloso ammasso di polvere.


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