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Il ciclo vitale dei tarli del legno

Quando è in corso un'infestazione da tarli a danno di soffitti in legno o mobili antichi, il ciclo vitale dei tarli è uno degli aspetti fondamentali da tenere in considerazione, per eliminare il problema in maniera corretta.

Molto spesso, al primo avvistamento di un tarlo adulto, si pensa che si possa trattare di un caso isolato. Ci si limita a rimuovere la carcassa del tarlo e/o i residui di segatura caduta dal legno, con la speranza che un episodio del genere non si ripeta.

In realtà, questa è solo la prima manifestazione di un problema molto più grande.

Il tarlo adulto, infatti, ha una fase di vita temporalmente molto corta, ma quanto basta per depositare le uova e consentire il prosieguo dello sviluppo della propria specie a danno del legno prescelto.

Può capitare che i primi tempi dopo questa manifestazione ci sia un periodo di "calma apparente". Si pensa che non ci siano più tarli, e, invece, a distanza di un certo tempo prestabilito, compaiono forellini sulle superfici del legno, rosume caduto dalle aree infestate e nuove carcasse di tarli adulti.

Questo meccanismo è legato semplicemente allo sviluppo del ciclo biologico del tarlo, durante il quale, lo stesso subisce le sue metamorfosi.

Ma andiamo per ordine.


Come si sviluppa il tarlo del legno e in cosa consiste il suo ciclo biologico?

Ciclo vitale dei tarli

Il tarlo adulto, a seguito dell'accoppiamento, depone le uova in anfratti del legno per lui più congeniali e, dopo poco, muore. Pertanto, l'adulto, che avevamo visto, aveva già compiuto la sua opera.

Le uova depositate schiudono nel giro di qualche settimana, e le larve ottenute iniziano a nutrirsi del legno, spingendosi sempre più internamente, e provocando danni mediante la formazione di profonde gallerie.

La fase larvale, che può durare da alcuni mesi a qualche anno, è la parte più lunga e più dannosa per il legno, nonostante sia quella meno visibile. La larva, infatti, lavora all'interno del legno per lungo tempo, senza far percepire nulla esternamente, tranne i casi in cui ci sia un'infestazione specifica da tarli cerambicidi, i quali, durante l'attività larvale, emettono un fastidioso rumore.

Terminata la fase larvale, avviene la metamorfosi in pupa, che dura qualche settimana, e durante la quale il tarlo ritorna in prossimità della superficie per completare il suo sviluppo. Una volta divenuto adulto, pratica dei fori sulle superfici del legno, detti fori di sfarfallamento, per fuoriuscire, accoppiarsi e dare inizio allo sviluppo di una nuova infestazione.

Pertanto, l'individuazione di forellini e segatura deve necessariamente essere un significativo campanello d'allarme.

Quando si decide di intervenire per rimuovere i tarli, non è assolutamente possibile ignorare il fatto che il tarlo si sviluppi nel tempo, subendo delle metamorfosi (uova, larve, pupe e adulti) e riproducendosi in maniera esponenziale.

Pertanto, è necessario assicurarsi che il metodo antitarlo, a cui ci si intende affidare, sia in grado di colpire qualunque stadio vitale dell’insetto. Combattere gli adulti, senza colpire le uova, infatti, non elimina l’infestazione in atto, che si renderà palese durante la stagione successiva.

Ciascuna famiglia di tarli ha una durata del ciclo vitale strettamente dipendente dalle proprie capacità di riproduzione, al fine di assicurare il prosieguo della specie.

Tuttavia, le condizioni ambientali (temperatura e umidità) oggi influenzate dai moderni mezzi, che consentono di mantenere gli ambienti sempre riscaldati anche nel periodo invernale, possono incidere notevolmente sul normale ciclo riproduttivo del tarlo, facendogli subire un’accelerazione.

Vediamo, nello specifico, lo sviluppo del ciclo vitale del tarlo per ciascuna specie.


Ciclo riproduttivo del tarlo Anobide

Ciclo riproduttivo Anobidi

Il ciclo vitale del tarlo Anobide ha inizio in primavera, quando, tra aprile e giugno, compaiono gli adulti (visibili all’uomo).

La fase adulta ha una durata di circa 2/4 settimane, durante le quali, avviene l’accoppiamento e le femmine depongono le uova, (da 40 a 60 nel caso degli Anobidi in generale, e da 40 a 200 nel caso dello Xestobium rufovillosum), sulle superfici rugose del legno.

Dopo 2/4 settimane, avviene la schiusa delle uova (invisibili all’uomo) e le larve si insediano nel legno, iniziando a nutrirsene e scavando le gallerie, seguendo un percorso irregolare. Le gallerie diverranno sempre più spesse, man mano che le dimensioni della larva aumenteranno e si presenteranno piene di rosume.

La fase larvale può durare da 2 a 3 anni per i tarli Anobidi, e da 1 a 10 anni nel caso dello Xestobium rufovillosum.

Terminata questa fase, l’insetto, raggiunta la maturità, allestisce la camera pupale, allargando la galleria e rivestendola di particelle di rosume attaccate tra di loro e alle pareti, nella quale rimane per circa 2/4 settimane.

Al termine di tale periodo, si trasforma in adulto e sfarfalla, praticando dei fori nel legno, per riprodursi e dare vita a una nuova generazione, che ricomincerà il ciclo.

Il ciclo riproduttivo completo del tarlo Anobide ha generalmente una durata di 1/2 anni (in alcuni casi 3 anni). Tuttavia, se le condizioni ambientali sono ottimali per lo sviluppo degli insetti xilofagi, può avvenire la riproduzione di due generazioni anche in un solo anno.


Ciclo riproduttivo del tarlo Cerambicide

Ciclo riproduttivo Cerambicidi

Il tarlo Cerambicide compare in primavera/estate, nello specifico tra maggio e agosto, quando, durante le sue 2/3 settimane di vita, si accoppia e depone le uova (da decine a centinaia), in fessure profonde o sulla superficie del legno.

La schiusa delle uova avviene dopo circa 2/3 settimane e le larve iniziano a scavare gallerie in tutte le direzioni, nutrendosi del legno e raggiungendo parti profonde.

Durante la fase di scavo, le larve dei tarli cerambicidi emettono il tipico rumore di perforazione del legno, dal quale si ottiene un rosume con una consistenza molto fine.

Questa fase, nel caso dei tarli Cerambicidi, è molto lunga e può durare, in media, da 1 a 12 anni.

La larva si trasforma poi in pupa per circa 2 settimane, dopo di che subisce l’ultima metamorfosi in adulto, il quale può sfarfallare subito o restare per alcuni mesi nella camera pupale e fuoriuscire successivamente, praticando grossi fori ovali di sfarfallamento nel legno, per dare inizio ad un nuovo ciclo.

La durata del ciclo vitale completo del tarlo Cerambicide varia da 1 a 7/8 anni, con punte fino a 17 anni per alcune specie.


Ciclo riproduttivo del tarlo Lictide

Ciclo riproduttivo Lictidi

Il ciclo biologico del tarlo Lictide inizia in primavera, con la comparsa dell’adulto, che rimane in vita da 2/3 settimane fino a 1/2 mesi.

Durante questa fase, la femmina, accoppiatasi, depone le uova (da 20 a 50/70 circa), in corrispondenza di tagli e screpolature nel legno.

Dopo 1/2 settimane, le uova schiudono e le larve infestano il legno, nutrendosene per circa 6/12 mesi e creando delle gallerie piene di rosume fine come talco lungo le fibre del legno.

Lo sviluppo della larva è favorito da un'elevata umidità del legno, e, se gli ambienti non sono molto riscaldati, in inverno fermano la loro opera di scavo.

Al termine della fase larvale, il tarlo si trasforma in pupa per 2/3 settimane, per poi sfarfallare da adulto anche da legni molto duri, attraverso un foro circolare, e dare luogo a una nuova generazione.

In media, il ciclo vitale del tarlo Lictide dura 1 anno, ma, in condizioni ambientali particolarmente favorevoli, possono svilupparsi anche 2/3 generazioni nello stesso anno.


Cicli vitali dei tarli del legno a confronto

Ciclo riproduttivo Tarli del legno

Il tarlo ha una riproduzione costante nel tempo, generando un aumento di infestazione in maniera esponenziale. Le condizioni delle strutture e dei mobili in legno, si aggravano, quindi, a causa dei danni subiti e a cui continueranno ad essere sottoposti, se non si interviene per tempo.

Intervenire con i corretti trattamenti antitarlo nei tempi giusti, consente di bloccare l'infestazione, a tutela del legno.


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