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Approfondimenti sui tarli del legno
I tarli Lictidi: i tarli del legno più piccoli

Come riconoscere i tarli lictidi

Tarlo Lictide

I Lictidi sono i tarli più piccoli, con una lunghezza di circa 3-8 mm, ma non per questo sono meno dannosi per il legno. Vedremo, infatti, quanto risultino essere pericolosi per manufatti e strutture.

Il Lictide adulto ha un aspetto più o meno allungato e appiattito, di colore rosso-bruno o nero, a seconda della specie.

Il capo è largo e ben visibile, con antenne abbastanza lunghe, composte da 11 articoli, di cui gli ultimi due più ingrossati formano una clava.

Nella parte dorsale, il primo segmento del torace ha forma rettangolare o trapezoidale.

Le ali anteriori sono due volte e mezzo più lunghe rispetto alla larghezza.

Una volta avvenuto lo sfarfallamento, la femmina adulta di Lictide depone dalle 50 alle 60 uova nelle fessure dei vasi del legno.

Le uova dei tarli Lictidi sono bianche e molto piccole, con dimensioni di 1 mm circa. Sono molto flessibili, in modo tale da essere inserite nei vasi del legno senza rischiare di essere danneggiate.

Dopo 10/15 gg dalla deposizione delle uova, si ottengono le larve, che si insinuano nel legno.

Le larve di Lictide sono bianco-grigiastre, con il capo rossiccio e hanno una lunghezza che va da 4 a 8 mm nel pieno della maturità.

Molto simili alle larve degli Anobidi, si distinguono da queste per l’ultimo spiracolo addominale molto più evidente.

Inoltre, la larva di Lictide possiede un apparato boccale masticatore particolarmente adatto a polverizzare il legno. Le mandibole, infatti, hanno una forma di scalpello con i margini ben affilati e ricurvi, i quali grattano il legno, ottenendo una polverina finissima.

Questa è la fase più dannosa per il legno, che viene deteriorato pericolosamente.

Raggiunta la maturità, la larva si impupa nella camera pupale, ove permane per circa 2-3 settimane, e poi sfarfalla in forma adulta, generalmente nei mesi compresi tra aprile e settembre.

Il ciclo vitale completo ha una durata variabile tra gli 80 giorni e 1 anno, in base alle condizioni ambientali in cui è avvenuto lo sviluppo.


Quali manufatti attaccano

I tarli Lictidi attaccano legni di latifoglie, che presentano vasi legnosi con un diametro maggiore di quello dell’ovodepositore delle femmine, per consentire il corretto inserimento delle uova nel legno.

Possono insediarsi in legni con un tasso abbastanza elevato di umidità, ma, in alcuni casi, anche in legni più secchi con umidità del 7-8%.

In particolar modo, prediligono nutrirsi dell’alburno ove sono presenti cellule vive contenenti sostanze come amido, zucchero e proteine, necessarie per il nutrimento e lo sviluppo delle larve.

Caratteristico è il caso dei legni esotici, nei quali il duramen non è differenziato e le cellule sono ricche di amido anche più in profondità, pertanto l’infestazione avviene in tutta la sezione del tronco.

L’intensificarsi dell’impiego di questi legni, caratterizzati anche da vasi molto grandi, ha favorito lo sviluppo degli insetti lictidi nel nostro paese.

Inoltre, i legni più soggetti all’attacco dei lictidi sono quelli stagionati in maniera artificiale, poiché in questi legni zuccheri e amidi permangono per molto più tempo. Al contrario, nei legni stagionati naturalmente avviene una progressiva degradazione di tali sostanze. La conseguenza che ne deriva è che, mancando le sostanze nutritive, i tarli vengono attirati di meno, e il legno è più sicuro dal rischio di infestazione.

I tarli Lictidi attaccano prevalentemente manufatti di arredo, travi, manufatti lignei di pregio e supporti di dipinti, realizzati con legno di noce, castagno, frassino, quercia, acero, ecc., mentre tendono ad evitare manufatti realizzati con legno di faggio, ciliegio, pioppo, salice, ecc.


Quali danni provocano

I Lictidi provocano danni molto seri a strutture e manufatti attaccati, poiché riducono il legno in polvere finissima, a causa delle gallerie scavate dalle larve lungo i vasi linfatici.

La pericolosità dell’infestazione da insetti Lictidi è data dal fatto che non si manifesta immediatamente.

Il rosume, infatti, viene spesso trattenuto all’interno delle gallerie praticate dalle larve, ed esternamente è possibile intravedere solo una lieve sbavatura in direzione del foro praticato dall’adulto o sulle superfici sottostanti.

Il rosume generato dai tarli Lictidi, imprigionato all’interno delle gallerie, ha una consistenza molto fine, soffice e farinosa.

Nei casi in cui l’alburno costituisce la parte preponderante della struttura, il legno può essere stato sbriciolato talmente in profondità, da perdere completamente le caratteristiche tecniche e da comprometterne la portanza.

L’aspetto più grave è proprio questo: il legno può presentarsi apparentemente intatto esternamente, mantenendo solo un sottilissimo strato di legno integro, ed essere stato, invece, ridotto completamente in polvere internamente.

Un altro danno provocato dai Lictidi è quello estetico, dovuto ai fori di sfarfallamento praticati dagli adulti, i quali sono in grado di forare anche legni molto duri.

I fori di Lictidi presentano una forma circolare o leggermente ovale, con un diametro di circa 1,5 mm.

In alcuni casi, ci sono adulti che attaccano il legno anche dopo lo sfarfallamento, praticando delle rosicchiature esterne.

Considerata la durata relativamente breve del ciclo biologico dei Lictidi e la capacità di svilupparsi in maniera rapida, si può ben comprendere quanto sia un insetto pericoloso per il legno.


I tarli Lictidi più diffusi

I tarli Lictidi sono meno diffusi rispetto agli Anobidi e ai Cerambicidi, ma molti sono i casi in cui sono stati rinvenuti come esemplari causa di un’infestazione.

I Lictidi più diffusi in Italia sono:


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